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Libricette celebra l'Anno Internazionale
della Frutta e della Verdura promosso dalla FAO.

 

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I ravanelli che comunemente portiamo sulle nostre tavole sono le radici di una pianta molto diffusa e largamente coltivata in diverse zone del Pianeta e riguardata da molte varietà.

Appartengono alla famiglia delle Brassicaceae (o Cruciferae) della quale fanno parte - tra gli altri - rape e cavoli.

Il sapore dei ravanelli è fresco e piacevolmente pungente.

La nomenclatura più corretta è, appunto, RAVANELLI, ma le forme dialettali RAPANELLI e RAFANELLI sono utilizzate e accettate nel linguaggio comune.

Che cosa contengono?

Ferro, fosforo calcio, vitamine del gruppo B, vitamina C, acido folico e tanta acqua.

I benefici per l’organismo

I ravanelli hanno effetti digestivi, diuretici e depurativi.

Grazie al fatto di coadiuvare il rilassamento muscolare e nervoso, conciliano un generale stato di calma e il sonno.

Il basso indice glicemico li rende ortaggi adatti ad essere consumati da chi soffre di diabete.

I germogli crudi hanno proprietà antisettiche ed espettoranti e aiutano le funzioni di reni, fegato e milza.

Apporto calorico

100 grammi di ravanelli contengono poco più di 10 calorie.

Qual è la stagione dei ravanelli?

Da aprile a ottobre

In quali zone d’Italia sono coltivati?

Zone dal clima temperato in terreni umidi.

Come usarli in cucina?

Solitamente si consuma la radice cruda della pianta, ossia il grazioso bulbo di colore rosso o magenta che, secondo la varietà, può anche essere bianco o screziato e che può assumere forma sferica o allungata. È ideale in insalata o in pinzimonio; vi consigliamo di provarlo anche nella Panzanella, piatto di origine toscana diffuso altresì nelle Marche, in Umbria e nel Lazio.

I germogli crudi sono ideali nelle insalate.

Consigli anti spreco

Le foglie dei ravanelli generalmente sono scartate, ma sono deliziose se sbollentate brevemente, poi condite con olio extravergine di oliva, sale e succo di limone. Possono anche essere utilizzate nelle frittate o in minestre, minestroni e zuppe.

Se hai acquistato troppi ravanelli e se i giorni passati in frigorifero li hanno resi poco croccanti, usali assieme ad alcune mele per realizzare una confettura diversa dal solito il cui sapore ti conquisterà!

Ecco la ricetta della confettura di ravanelli e mele.

Ingredienti per 4 vasetti da 120 millilitri

  • 300 grammi di ravanelli privati delle foglie
  • 300 grammi di mele rosse private del torsolo
  • 300 grammi di zucchero grezzo di canna
  • 2 limoni di medie dimensioni, con buccia edibile

Procedimento
Sanificare i vasetti e i coperchi (questi ultimi devono essere rigorosamente nuovi) in acqua bollente per 30 minuti, poi lasciarli asciugare rovesciati su un canovaccio pulitissimo.

Lavare e asciugare accuratamente i ravanelli, quindi tagliarli a spicchi.

Lavare le mele, asciugarle e, senza sbucciarle, ridurle a tocchetti di medie dimensioni scartando i semi.

Grattugiare la scorza dei limoni e spremere il succo di uno di essi recuperando la polpa ed eliminando i semi.

Porre il tutto in una capace pentola antiaderente e aggiungere lo zucchero.

Mescolare accuratamente, portare la pentola su un fuoco basso e cuocere fino a che i ravanelli e le mele saranno morbidissimi, rimestando di tanto in tanto (sarà necessaria circa un'ora).

Allontanare la pentola dal fuoco e frullare la confettura con un frullatore a immersione fino a ottenere un composto molto fine e omogeneo.

Proseguire la cottura a fiamma media fino a quando la confettura supererà la “prova piattino” (un cucchiaino di confettura raffreddata posato su un piattino freddissimo e inclinato dovrà scivolare molto lentamente), poi toglierla dal fuoco.

Versare la preparazione bollente nei vasetti e chiudere con i coperchi, senza serrarli eccessivamente. Capovolgere sul piano di lavoro, coprire con un panno e lasciare raffreddare.

Sanificare la confettura ponendo i vasetti pieni in una capace pentola contenente acqua fredda e proteggendoli dal contatto reciproco con un canovaccio. Bollire per 30 minuti, spegnere la fiamma e lasciare raffreddare all’interno del recipiente.

Riporre in luogo fresco, asciutto e buio dopo aver verificato che il sottovuoto si sia creato correttamente (assenza di 'click-clack' schiacciando la sommità del coperchio. In caso di problemi, ripetere la sanificazione dei vasetti pieni sostituendo il coperchio con uno nuovo.

Puoi utilizzare ciò che resta del succo dei limoni per arricchire spremute di agrumi o frullati e centrifugati di frutta e verdura oppure per creare un'emulsione con olio extravergine di oliva, sale e pepe - citronette - con la quale condire verdure o pesce cotti al vapore.

Per sfuttare anche i torsoli delle mele, dopo averli privati dei semi, lasciali in infusione in acqua bollente: otterrai una bevanda sana che combatte gli sprechi e che ti aiuta a idratarti con gusto.

Attenzione: quella che si può ottenere in casa bollendo i vasetti destinati a contenere le nostre confetture non è una sterilizzazione, ma una sanificazione. La sterilizzazione può essere ottenuta solo con strumenti professionali. È quindi importante non conservare troppo a lungo confetture e marmellate fatte in casa ed effettuare un accurato esame visivo e olfattivo nel momento in cui si apre il vasetto. Una volta aperto quest’ultimo, le preparazioni si mantengono in frigorifero e devono essere consumate nel giro di due giorni.

Per informazioni più approfondite, consulta l’utile documento messo a disposizione dal Ministero della Salute.

Curiosità sul ravanello

In Piemonte è coltivato il Ravanello Lungo o Tabasso o Ravanello di Torino, inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Ancora nell'ambito dei prodotti PAT e dei ravanelli lunghi, in Sardegna si trova l'Arreiga e Sestu o Arreiga.

 

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