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LIBRICETTE.eu Media Partener di DEGUSTÈ - DREAM FOOD

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INVITO UFFICIALE al DIBATTITO
di domenica 16 settembre dalle ore 11.00 sul tema
 “CUCINA E PROGETTI CREATIVI PER VALORIZZARE
CIBO, PRODUTTORI E TERRITORI”


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Noi di LIBRICETTE.eu crediamo che il cibo buono per il palato e buono per la mente, ovvero quello che fonde qualità, cultura ed etica, sia un'esperienza totalizzante, in grado di arricchire corpo, mente e anima, proprio come fanno i BEI SOGNI nei quali esprimiamo noi stessi e il nostro desiderio di felicità e autenticità.
Per questo motivo siamo onorati di essere MEDIA PARTNER dell'evento
DEGUSTÈ - DREAM FOOD che si svolgerà presso il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco (TO), dal 14 al 16 settembre 2018.

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DEGUSTÈ - DREAM FOOD è un evento organizzato dall'Associazione Culturale DREAM UP in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, ente promotore e fondatore del progetto Maestri del Gusto di Torino e Provincia, Torino Doc, Torino Cheese, 5Pari Torino, Associazione Janela, Csen e Radio Antenna1.

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Saranno 13 i Maestri del Gusto di Torino e Provincia coinvolti in DEGUSTÈ - DREAM FOOD. I loro prodotti di eccellenza, tra i quali il grissino stirato, gli agnolotti del plin, gli hamburger di fassona piemontese e il gianduiotto, saranno alla base del MENU' DEGUSTE', attorno al quale si strutturerà tutto l'evento.

Tra cibo, cultura, sport, dibattiti, mostre artistiche fotografiche e musica, DEGUSTÈ - DREAM FOOD celebrerà il cibo come massima espressione di principi e valori volti alla promozione e alla conservazione di identità territoriale, produttori, prodotti tipici e buona cucina.

Macelleria Giampaolo Crü, Cioccolateria Pasticceria Zuccarello, Cascina Fontanacervo, Cantina Gnavi Carlo, Azienda agricola 'I Garbin, Pastificio Virgilio, Cascina Rubina, Panificio Avetta, Azienda agricola Le Masche, Boutic Caffè, Gelateria Tosca, Azienda agricola Scaglia e Gilac vi aspettano assieme all'Associazione Culturale DREAM UP e a LIBRICETTE.eu per una tre giorni di gusto e cultura che, siamo certi, lascerà il segno.

Continuate a seguire le pagine Facebook di DEGUSTÈ - DREAM FOOD e di LIBRICETTE.eu per non perdere gli aggiornamenti e le ricette che, ogni settimana, vi regaleremo per celebrare l'evento e per farvi venire l'acquolina in bocca...

DEGUSTE' - DREAM FOOD 2018
Cucina, arte e musica per raccontare il Gusto dei Maestri
by Associazione Culturale DREAM UP
in collaborazione con Camera di Commercio di Torino, progetto Maestri del Gusto di Torino e Provincia, Torino Doc, Torino Cheese, 5Pari Torino, Associazione Janela, Csen e Radio Antenna1
Media Partner LIBRICETTE.eu

Parco Culturale Le Serre di Grugliasco, Torino
14, 15, 16 settembre 2018
www.deguste.it
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RICETTE PER SOGNARE E...GUSTARE

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Il lavoro di sapienti agricoltori, casari, viticolotori e artigiani del cibo , innerva il Piemonte di tipicità ed eccellenze che rappresentano storie di territori e famiglie, capaci di condensarsi nella tradizione enogastronomica della Regione.
Fino al 16 settembre 2018, DEGUSTÈ - DREAM FOOD e LIBRICETTE.eu, in qualità di MEDIA PARTNER dell'evento, vi offriranno ricette di piatti realizzati con i prodotti tipici di una terra straordinariamente ricca, caratterizzata da una cucina complessa, intensa e seducente, fatta di sapori contadini che si sono fusi con la cucina di corte.

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TOMINO FONDENTE con CREMA di NOCCIOLE al CACAO e ROSMARINO

ricetta di Paola "Slelly" Uberti, fondatrice di LIBRICETTE.eu, del blog SLELLY e di SLELLYBOOKS.com

In fatto di cibo e cucina, cosa vi fa sognare? Cosa stimola la vostra fantasia, andando a toccare corde profonde che vibrano emettendo le note dei vostri desideri? Provate a pensare a un formaggio caldo e morbido che, al tocco della vostra forchetta, si apre come uno scrigno, rivelando un cuore cremoso che dilaga nel piatto come un'emozione che fa sobbalzare. Immaginate di gustare quella densa seduzione filante assieme a una salsa che pare un inno alla golosità, pervasa dal sapore autunnale e legnoso delle Nocciole Piemonte, dalla provocazione amarognola del cacao (in una citazione del torinesissimo Gianduiotto), e da una sferzata di resinosa freschezza portata dal rosmarino. E se non volete limitarvi a immaginare, allora basteranno pochi minuti per realizzare questo piatto al contempo semplice e intenso, dotato di una carica emotiva che saprà spazzar via, almeno per un momento, qualsiasi nuvola...

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Ingredienti per 4 persone
- 100 grammi di Nocciole Piemonte sgusciate, spellate e tostate
- 1,5 cucchiaini di cacao amaro in polvere
- 1 rametto di rosmarino (3 grammi circa di aghi) + 4 cime per decorare
- Pepe nero macinato al momento q.b.
- 4 Tomini piemontesi stagionati


Procedimento
Riscaldo il forno a 160°C in modalità statica.
Sistemo le nocciole nel bicchiere del frullatore assieme a cacao e rosmarino.
Unisco una piccola macinata di pepe, quindi aziono la macchina a intermittenza per non scaldare troppo il composto.
Le nocciole, grazie all'azione meccanica delle lame, rilasciano il loro olio, amalgamandosi con gli altri ingredienti: devo ottenere una crema fine e omogenea.
Metto i tomini in quattro formine di coccio resistenti al calore e li passo in forno per alcuni minuti: devono scaldarsi e ammorbidirsi senza perdere la loro forma.
Verso immediatamente un po' di crema di nocciole, decoro con gli aghi di rosmarino e servo immediatamente.

Un po' di cultura...

Il tomino piemontese è un formaggio grasso o semi grasso, a pasta molle, realizzato a partire da latte di vacca o latte misto, ottenuto unendo le due mungiture della giornata. È reperibile fresco, asciutto o stagionato. Il tomino stagionato lo si può anche trovare conservato sottolio.

Nella versione fresca (2 - 3 giorni di maturazione) il tomino piemontese è privo di crosta, la pasta è bianca, umida e friabile. Il sapore è spiccatamente latteo e piacevolmente acidulo.
La stagionatura, che può prolungarsi per circa un mese, implica lo sviluppo di una crosta morbida e chiara e di una pasta fondente giallo paglierino il cui sapore di latte (più dolce e meno acido rispetto al tomino fresco), può virare verso note di fungo.

Il tomino, fresco o stagionato, può essere utilizzato come formaggio da tavola o impiegato in cucina. Nella versione fresca è protagonista di un piatto celeberrimo, i tomini al verde, ovvero accompagnati dal Bagnet Vert (Bagnetto Verde).

In origine il tomino piemontese era preparato dalle massaie con una metodologia molto semplice. Il processo di produzione è rimasto poco complesso, ma può variare in base alla zona di origine. In linea generale si riscalda il latte crudo tra i 35°C e i 40°C e si aggiunge il caglio. Successivamente la cagliata è rotta in due tempi, coagulata, poi tagliata. Dopo la scolatura, che avviene in apposite forme, il tomino piemontese è prima salato "in pasta" poi "a secco".

Il sito langhe.net ci informa che il nome Tomino, che discende da Toma, potrebbe derivare dalle parole francesi Tomme o Tome oppure dalla parola piemontese Tuma che indica la precipitazione della caseina.

La produzione di questa eccellenza per troppo tempo sottovalutata, si concentra in particolare nelle province di Torino e Cuneo: alcune varietà sono distintive di paesi o aree ben precise.

L'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) piemontesi, riporta ben 10 tipologie di tomino piemontese:
Tomino canavesano asciutto
Tomino canavesano fresco
Tomino del bot
Tomino delle valli saluzzesi
Tomino del Talucco
Tomino di Rivalta
Tomino di S. Giacomo di Boves
Tomino di Saronsella (Chivassotto)
Tomino di Sordevolo
Toumin dal mel

Questa ricetta vi è offerta da DEGUSTÈ - DREAM FOOD 2018
in collaborazione con LIBRICETTE.eu in veste di MEDIA PARTNER.

   
 
 

FLAN di PEPERONI di CARMAGNOLA e NOCI con SEIRASS
- IL GIALLO DEL BARATTOLO -

ricetta di Paola "Slelly" Uberti, fondatrice di LIBRICETTE.eu, del blog SLELLY e di SLELLYBOOKS.com

A fine estate, quasi fosse uno spettacolo pirotecnico celebrativo, Carmagnola, città vicina a Torino, si colora di lampi gialli, rossi e verdi.
Nei giorni dalle ombre lunghe, colori saturi, tesi e turgidi macchiano l'aria cantando storie di peperoni con caratteristiche e qualità inconfondibili, declinati in cinque varietà riconosciute dal Consorzio del Peperone di Carmagnola.
È il tempo in cui queste prelibatezze, innestate profondamente nel DNA del territorio, tanto da costituire parte fondamentale della sua identità, giungono a maturazione e sono pronte per essere vendute.
Non manco mai a questo gustoso appuntamento annuale.
Con il mio bottino di ortaggi, tornata a casa dalla 69ma Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, ho preparato questa ricetta.
Un morbido flan di Peperoni di Carmagnola arrostiti, contrastato dalla consistenza e dalla masticabilità delle noci e da morbide nuvole di un Seirass accarezzato dal Miele di Flora Alpina, presidio Slow Food.
Il risultato del mio lavoro è stato così piacevole da spingermi a utilizzare questo spazio per ringraziare tutti gli agricoltori, casari e apicoltori che lavorano con amore e rispetto per il cibo e per chi lo consumerà. Grazie anche agli organizzatori di DEGUSTÈ - DREAM FOOD perché daranno al pubblico dell'evento la possibilità di conoscere alcuni di questi devoti produttori, Maestri del Gusto di Torino e Provincia.

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Ingredienti per 4 persone

- 460 grammi di Peperoni di Carmagnola gialli della varietà "Quadrato"
-35 grammi di gherigli di noce
- 185 grammi di Seirass divisi in due dosi da 115 grammi e 70 grammi
- Sale q.b.


- Pepe nero macinato al momento q.b.
- 1 uovo grande
- 3/4 di cucchiaino di Miele di Flora Alpina

Procedimento
Riscaldo il grill del forno alla massima potenza.
Sistemo i Peperoni di Carmagnola in una teglia appoggiandoli su un foglio di alluminio da cucina.
Sposto la teglia sotto al grill del forno e arrostisco i peperoni fino a quando la buccia è annerita.
Avvolgo gli ortaggi nell'alluminio prestando attenzione perché è molto caldo e lascio raffreddare.
Una volta freddi, spello i Peperoni di Carmagnola, quindi li privo di picciolo, semi e coste bianche interni.
Taglio le falde a pezzetti e le metto nel bicchiere del frullatore a immersione.
Frullo fino a ottenere una crema omogenea e liscia.
Ripasso la crema in una padella antiaderente calda per asciugarla un po', quindi la lascio raffreddare.
Riscaldo il forno a 180°C in modalità statica.
Trasferisco nuovamente la crema fredda nel bicchiere del frullatore a immersione e unisco i gherigli di noce.
Frullo per pochissimi istanti: i gherigli devono spezzettarsi grossolanamente.
Setaccio il Seirass attraverso un colino a maglia fine, dopodiché aggiungo la dose da 115 grammi al mix di Peperoni di Carmagnola e noci.
Condisco con sale e pepe, mescolo con cura, quindi unisco l'uovo che amalgamo perfettamente.
Verso il composto in 4 barattolini della capacità di 140 millilitri ciascuno, adatti alla cottura in forno.
Batto i barattolini sul piano di lavoro per eliminare eventuali bolle d'aria.
Porto a bollore abbondante acqua.
Arrangio i barattolini in un teglia profonda che riempio con acqua bollente in quantità sufficiente a raggiungere il livello del composto a base di Peperoni di Carmagnola.
Cuocio in forno per 30 minuti.
Estraggo dal forno e lascio intiepidire (i flan si sgonfieranno fisiologicamente).
Utilizzando una piccola frusta a mano, lavoro il restante Seirass con una forchetta miscelandolo al miele e a una macinata di pepe.
Trasferisco in una tasca da pasticciere con bocchetta liscia, dopodiché spremo il Seirass sulla superficie dei flan.
Servo immediatamente.

Un po' di cultura...

Il Seirass è spesso considerato la ricotta piemontese, anche se la tecnica produttiva lo avvicina ai formaggi poiché al siero si aggiungono latte e caglio.

Il Seirass è a base di latte di pecora e vaccino. Ha una consistenza morbida e cremosa e una pasta molto fine e meno granulosa della ricotta "normale". In bocca il seirass si rivela morbidissimo e vellutato.

Il Seirass tradizionalmente è confezionato in coni di lino. L'originale pezzatura oscilla tra 1 e 1,5 kg, ma oggi è reperibile in pezzature più piccole che meglio si adattano alle esigenze dei consumatori.

Prodotto in molte zone del Piemonte, in particolare nelle Valli Germanasca, Pellice e Chisone, secondo alcune fonti, il Seirass ha avuto origine presso le comunità valdesi della zona di Pinerolo.

Prima del dopoguerra e del miglioramento delle condizioni economiche di molte famiglie, la produzione di Seirass era ridotta rispetto ad oggi e spesso era realizzato con il solo siero ricavato dai processi produttivi di altri formaggi.

Il Seirass, che è un prodotto P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali), ha un sapore delicato ed elegante e si presta a moltissimi utilizzi, sia in piatti salati (ad esempio come base per il ripieno di paste fresche), sia in preparazioni dolci alle quali dona una morbida carezza di latte.

 

Questa ricetta vi è offerta da DEGUSTÈ - DREAM FOOD 2018
in collaborazione con LIBRICETTE.eu in veste di MEDIA PARTNER.

 
 

POLPETTE di GRISSINI STIRATI e ACCIUGHE glassate al MIELE di FLORA ALPINA
- DAL MARE ALLA MONTAGNA -

ricetta di Paola "Slelly" Uberti, fondatrice di LIBRICETTE.eu, del blog SLELLY e di SLELLYBOOKS.com

È straordinario il fatto che una regione che non è bagnata dal mare abbia incastonato nella propria cucina tradizionale un pesce.
Le acciughe, nello specifico quelle sotto sale, sono alla base di molti piatti della tipicità gastronomica piemontese, ne sono testimoni la Bagna Càuda, celeberrimo intigolo a base di acciughe, aglio e olio da consumare nelle stagioni fredde, rigorosamente con verdure locali e di stagione e le Anciove al Vert (Acciughe al Verde), ovvero i pesci serviti con il tradizionale Bagnet Vert (Bagnetto Verde).
E che dire dei Ghërsin, i Grissini Stirati Torinesi? Deliziosi, croccanti, profumati bastoni di pane che spopolano in tutto il Piemonte, creati, secondo alcune fonti, nel XVII secolo per ovviare ai problemi digestivi del futuro re Vittorio Amedeo II di Savoia.
Se pensate i Ghërsin siano "solo" sostituti del pane, provate questa ricetta. Queste polpettine croccanti fuori e morbide nel cuore, la cui sapidità è contrastata dalla lussureggiante delizia del Miele di Flora Alpina, Presidio Slow food, vi conquisteranno al primo assaggio. Un consiglio? Servitele in occasione di un aperitivo, altro caposaldo della tradizione Torinese, per fare un tuffo nella storia passando attraverso una ricetta inedita.
Non dimenticate di visitare DEGUSTÈ - DREAM FOOD, l'evento dedicato ai MAESTRI DEL GUSTO DI TORINO E PROVINCIA, tra i cui protagonisti potrete trovare il Grissino Stirato Torinese.

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Ingredienti per 4 persone

- 80 grammi di Grissini Stirati Torinesi artigianali
- 30 grammi di filetti di acciuga accuratamente dissalati, tamponati con carta assorbente da cucina e finemente tritati


- 4 rametti di timo fresco
- Pepe nero macinato al momento q.b.
- 70 millilitri circa di latte intero fresco
- Miele di Flora Alpina q.b.

Procedimento
Riscaldo il forno a 200°C in modalità ventilata.
Preparo una teglia foderandone il fondo con carta da forno.
Pesto i grissini stirati in un mortaio per ottenere un composto non eccessivamente fine.
Trasferisco i grissini stirati in una capace ciotola e aggiungo i filetti di acciuga.
Unisco il timo sfogliato e una macinata di pepe.
Mescolo il tutto con una forchetta, dopodiché verso il latte.
Impasto brevemente tutti gli ingredienti per ottenere un composto omogeneo.
La quantità di latte può variare leggermente in base al grado di assorbimento dei grissini stirati. L'impasto deve avere una consistenza che permetta formare piccole polpette che non si disfino.
Suddivido il composto in pozioni del peso di circa 8 grammi ciascuna e formo le polpette pressandolo tra i palmi delle mani, quindi facendolo rotolare.
Metto le polpette nella ciotola e aggiungo un po' di olio. Mescolo con delicatezza affinché le polpette siano uniformemente unte.
Trasferisco le polpette nella teglia precedentemente preparata, quindi le cuocio in forno per circa 10 minuti.
Trascorso il tempo le rivolto e proseguo la cottura per altri 5 minuti.
Estraggo dal forno e lascio raffreddare prima di cospargere con con un po' di miele e servire.

Un po' di cultura...

Secondo accreditate teorie e suggestive opere letterarie, percorrendo le Vie del Sale, le acciughe giungevano in Piemonte dalle coste francesi passando attraverso la Liguria ed erano protagoniste del contrabbando del sale.
Con lo scopo di evitare le pesanti gabelle cui era soggetta questa prezosa risorsa, i contrabbandieri riempivano la sommità dei barili di sale con le acciughe conservate nello stesso.
Collocare storicamente questo fenomeno non è cosa semplice. Si parla di alcuni secoli fa, tre, forse quattro, quando gli Acciugai, celebri quelli di Dronero, in provincia di Cuneo, iniziarono a trasportare sale e acciughe attraverso strade impervie che dal mare si arrampicavano verso i passi alpini. Il contrabbando del sale e la distribuzione delle acciughe diedero vita a quello che per molti fu un commercio redditizio, fronteggiato da un lavoro duro e faticoso.
Ecco svelato il mistero dell'Anciova che, mai e poi mai, può mancare dalla dispensa di coloro che amano perpetrare la tradizione gastronomica del Piemonte.

 

Questa ricetta vi è offerta da DEGUSTÈ - DREAM FOOD 2018
in collaborazione con LIBRICETTE.eu in veste di MEDIA PARTNER.

 
 
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